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SALA IX
LA MUSICA IN CASA
La musica entra nelle case fin dall'antichità, come mezzo di svago e di evasione
domestica. E' chiamata ad allietare le giornate, a rendere meno gravose le
incombenze quotidiane, ed è considerata un passatempo adatto a giovinette
e dame di buona famiglia. Gli strumenti musicali - dai più semplici e
rudimentali ai più raffinati - fanno così il loro ingresso nelle abitazioni,
ne occupano gli spazi, si confondono con il mobilio e le suppellettili,
divenendo parte integrante della casa e riempiendo gli ambienti con la
loro voce.
A partire dall'età rinascimentale si diffondono spinette e virginali, strumenti con
tastiera a corde pizzicate, molto simili al clavicembalo, ma più piccoli e più semplici
nella struttura. Devono il loro nome al cuneo che ne pizzicava le corde, detto spina o,
in latino, virga. Spesso, alla funzione musicale, univano quella di portaoggetti o
scatola per il cucito come nel caso degli esemplari conservati presso il Museo,
appositamente realizzati per le piccole dita di una bambina. Sono manufatti ingegnosi,
a volte costruiti con lo stesso criterio del mobilio domestico: non mancano infatti gli
scomparti 'segreti', i cassettini nascosti e i doppi fondi in cui custodire i piccoli
tesori di adolescente. Più voluminoso ma perfettamente mimetizzato con l'arredamento
anche il preziosissimo organo Montessanti - unico esemplare esistente a canne ance -
mascherato dalla struttura di una finta ribaltina. La cassettiera nasconde le canne
ed il mantice, mentre sulla parte anteriore sono ancora visibili le indicazioni scritte
a mano pertinenti ai vari registri.
Gli intrattenimenti musicali si svolgevano di preferenza durante il tè pomeridiano o
nel dopocena. Se il pianoforte ed il violino conservano anche tra le mura domestiche
la posizione preminente occupata nell'orchestra, il romantico '800 si compiace anche di
strumenti più insoliti. Molto apprezzata per i suoi suoni suggestivi ed immateriali,
quasi sovrannaturali è la glassharmonica, inventata da Benjamin Franklin nel 1761.
Costituita da 30 o 40 coppe di cristallo di misura decrescente, forate al centro ed
infilate su un asse orizzontale fatto ruotare per mezzo di un pedale, si suonava
facendo scorrere lievemente le dita inumidite lungo l'orlo delle coppe.
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