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SALA VII
GLI STRUMENTI MILITARI



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La storia degli strumenti militari è straordinariamente lunga e variegata. Fin dai tempi più remoti i guerrieri si apprestano a combattere incitati dal suono degli strumenti. Strumenti che essenzialmente si riducono a due classi: i tamburi e i fiati, accoppiati fin dal Medioevo. Le ragioni di tale limitazione sono evidenti: i soldati hanno bisogno di strumenti che possano essere suonati agevolmente in piedi, durante la marcia, e che siano anche trasportabili con una certa facilità. Tra i fiati predominano a partire dal medioevo i flauti traversi, cui gradualmente si aggiungono altri strumenti, di provenienza eterogenea.
Un decisivo impulso allo sviluppo degli apparati musicali militari dell'Occidente si ha intorno al 1700, per l'influsso esercitato dalla eccitante musica che accompagnava le armate turche, scandita dal suono dell'oboe, del triangolo, dei cimbali e dei tamburi. Il primo esercito ad adottare la musica turca o musica dei giannizzeri è quello polacco, seguito intorno al 1740 dall'austriaco e, mano a mano, da tutte le altre milizia europee. Questa 'moda' non manca di influenzare anche la musica colta: le nostre orchestre liriche e sinfoniche conservano ancora gli strumenti propri delle bande militari. Anche i compositori non resistono al fascino esercitato dalla musica turca: la Sinfonia Militare composta da Joseph Haydn (1732 - 1809) nel 1794 adotta una combinazione di grancassa, piatti e triangolo mutuata dalle bande ottomane. L'ultimo movimento della Nona Sinfonia di Beethoven (1770 - 1827) è seguito da un inciso in cui il tema è ripreso da una piccola banda turca.
Lo strumento più pittoresco delle bande ottomane è certamente la mezzaluna o padiglione cinese, un bastone verticale carico di campanelli e sonagli. Discende dall'antichissimo bastone magico adottato dagli sciamani dell'Asia Orientale che, con il tintinnio dei suoi sonagli, cacciava gli spiriti maligni. Passato in Turchia diviene uno strumento militare, e a partire dalla fine del '700 entra nelle bande militari europee. Ne ritroviamo testimonianza anche in alcuni presepi napoletani del '700 - come quello del Museo di San Martino di Napoli - dove è adottato dai musici del corteo dei Re Magi. L'esemplare custodito nella Sala è costruito per l'ingresso a Modena dell'Arciduca Francesco Ferdinando, ingresso che non avrà mai luogo dato che Francesco Ferdinando sarà ucciso a Sarajevo nel 1914. La sua particolarità è data da una tastierina per mezzo della quale vengono azionati i campanelli.
Il serpentone, strumento piuttosto sgraziato nella forma nato nella Francia del 1500, entra nella musica militare nel 1700. Originariamente il suo compito era tanto quello di sostenere il canto, quanto quello di eseguire musica da camera in modo autonomo. Caduto in disgrazia, si riduce ad accompagnare il canto gregoriano nelle chiese cattoliche finché non viene adottato dalle bande militari. Intorno al 1800 gli si aggiunge il bass-horn o cimbasso, inventato 'a due mani' dal francese Frichot e dall'inglese Astor. Il cimbasso sembra un compromesso tra un serpentone - del quale riprende la canna - ed un fagotto - con cui condivide la forma del tubo; il padiglione ha la sagoma caratteristica di una testa di drago.
Il suono roboante dei tamburi è il complemento indispensabile dei fiati. Il tamburo militare ha una cassa cilindrica poco profonda, su cui sono tese due pelli di pecora. Come gli atri strumenti, che il tamburo passa dalla musica militare a quella colta, entrando a far parte dell'orchestra. Una sua variante è la grancassa, di origine turca, portata in modo da avere le facce di lato e percossa con un mazzuolo pesante. Si ottiene così un suono molto profondo e potente. Una delle prime testimonianza del suo uso in una orchestra si trova nel Ratto del Serraglio di Mozart, composto nel 1782.


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